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BUENOS AIRES, 25 gennaio (IPS) – La legislazione sull’unione civile tra persone dello stesso sesso ha contribuito a trasformare la capitale argentina nella destinazione principale per i turisti gay, sia del sesso maschile quanto del femminile, spodestando così anche le città brasiliane di Rio de Janeiro e San Paolo, precedentemente le loro favorite.
“In passato i turisti gay sceglievano il Brasile come la loro principale destinazione turistica e andavano a conoscere Buenos Aires durante una escursione di fine settimana. La tendenza adesso è invece quella opposta” ha detto Carlos Meliá, proprietario e direttore della Pride Travel, l’unica agenzia di viaggi argentina amministrata da gay e che quasi in esclusiva si dedica alla comunità omosessuale.
Le ragioni di questo cambiamento sono numerose. Secondo alcuni specialisti dell’industria del turismo, molti viaggiatori si sono semplicemente “stancati” di andare sempre in Brasile e hanno trovato in Buenos Aires una città accogliente, con una vasta gamma di opzioni culturali e di svago oltre ai prezzi estremamente competitivi dopo la devalutazione della moneta argentina nel 2002.
“E’ come una città europea dal sapore latino” ha sintetizzato Meliá.
I viaggiatori gay di ambedue i sessi sono diventati un mercato molto attraente per l’industria del turismo mondiale perchè appartengono alla categoria dei cosí chiamati “Dinks” (dalla sigla in inglese) abbreviatura di “doppio reddito senza figli” e questo significa quasi sempre che hanno più soldi da spendere. Giungono principalmente dagli Stati Uniti, l’Europa, Sudafrica, Canada ed Australia.
“Queste coppie sono formate da professionisti, senza figli, che dedicano una gran parte del loro tempo allo svago e alla cura personale. Viaggiano più di una volta l’anno e non necessariamente durante l’alta stagione perchè non sono ristretti dalle vacanze scolastiche come lo sono invece i genitori con figli” ha spiegato Meliá.
Sebbene non sono note delle statistiche ufficiali, la legislazione di luglio 2003 sull’unione civile tra persone dello stesso sesso a Buenos Aires ha provocato un vero boom nel turismo gay.
Da allora questo settore ha provato una “crescita esponenziale” a sentire il parere del direttore di Pride Travel. “L’attività dei nostri uffici è aumentata un 50% al mese”, ha aggiunto.
Il professore di tango Augusto Balizano, che abita a Buenos Aires, è stato sopraffatto dall’aumento del turismo gay da quando le autorità hanno legalizzato l’unione civile tra persone dello stesso sesso.
“Ho fatto lezioni di tango a argentini gay durante sei anni ma nel 2003 abbiamo dato inizio ad una “milonga” (luogo dedicato al ballo del tango) e velocemente il luogo si è incominciato a riempire di stranieri” ha dichiarato a IPS.
Balizano racconta che ogni mercoledì da 100 a 120 persone riempiono la sala da ballo “The Marshall” che lui e i suoi soci affittano per la loro settimanale “milonga gay”.
“Alcuni preferiscono stare soltanto ad osservare, altri con un po’ più d’esperienza, ballano” ha detto per poi aggiungere che agli origini il tango lo ballavano soltanto gli uomini e tra loro.
The Marshall non è un luogo solo per gay come nemmeno lo sono i club di salsa, discoteche, caffè e ristoranti di Buenos Aires frequentati da gay e lesbiane, vi si trovano anche clienti eterosessuali.
Questi luoghi si possono chiamare “ricettivi” per il gay invece di esclusivamente gay. Meliá pensa che è una particolarità di Buenos Aires. “Qui non esiste un quartiere gay, come si vede in altre città” ha segnalato.
A Buenos Aires, dei proprietari di negozi nel quartiere di San Telmo, luogo noto per i suoi negozi di antiquariato e mercatini all’aria aperta, hanno proposto di creare un circuito di tours per i visitatori gay, ma non in una zona speciale. “La tendenza è quella di incoraggiare la miscela e vi sono diversi luoghi dove è considerato “in”avere dei gay tra la clientela” spiega Meliá.
Si può osservare la stessa tendenza in altri luoghi turistici importanti in Argentina, come ad esempio la città di Córdoba, capitale della provincia omonima. Rosario, in provincia di Santa Fe e Mar del Plata, un centro turistico con una bellissima spiaggia a 400 chilometri a Sud della città di Buenos Aires, ma sempre in tale provincia.
Per quanto riguarda l’alloggio, negli ultimi anni sono sorti diversi alberghi che si auto-definiscono come “ricettivi al gay” assieme ad altri che si dedicano a loro esclusivamente, specialmente quelli del tipo bed and breakfast [letto e prima colazione].
A Buenos Aires i pacchetti turistici per gay offrono sovente escursioni di un giorno alla città di Colonia o Montevideo, nella vicina Uruguay.
A differenza dei paesi in cui le autorità di turismo ufficiali possiedono dei reparti speciali per occuparsi di questo settore del mercato in espansione, qui esiste “poco supporto” dalla Segreteria Nazionale di Turismo, spiega Meliá.
“In tutte le parti del mondo cercano di attirare il “denaro rosa” ma il governo locale non se ne è ancora accorto”, ci dice.
D’altra parte, questo settore si beneficia della stretta cooperazione che riceve la sottosegreteria di turismo del governo della città di Buenos Aires.
Con il patrocinio di questo ufficio del governo locale, Pride Travel pubblica una guida tascabile che si chiama “La Ronda” (il giro) dove si trovano delle mappe, itinerari dei tours, coupons per ristoranti, club notturni, “milongas”, negozi, concerti e altri servizi tali come saloni per massaggi e di bellezza.
Il prossimo aprile sarà lanciata una nuova pubblicazione, la Pride Travel Mag, presentata come “la prima rivista sudamericana di turismo gay”.
In risposta a questo fenomeno in crescita, Buenos Aires è stata scelta per la prima volta come la città dove si terrà un symposium organizzato dalla Associazione Internazionale di Turismo Gay e Lesbico (IGLTA, la sua sigla in inglese) che sarà tenuta tra il 24 ed il 27 febbraio.
Ogni anno la IGLTA ha una convenzione e quattro symposium in diverse destinazioni turistiche nel mondo. In ogni symposium partecipano oltre 100 rappresentanti di agenzie di turismo e pubblicazioni di viaggi specializzate nel mercato gay e lesbico. (FIN/2005).
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